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15 settembre 2022

Massimo Ferrari, Webuild: “necessario adottare subito tutte le iniziative utili per incentivare l’accesso al mercato dei capitali da parte delle imprese”

DICHIARAZIONI

Milano, 15 Settembre, 2022 – Il mercato dei capitali chiamato a svolgere un ruolo importante per la ripresa. Nel corso del suo intervento nella prima giornata di “Capitalism Revisited”, evento organizzato da Assonime (l’Associazione delle società italiane per azioni) e dall’Università Bocconi e ospitato da Borsa Italiana, Massimo Ferrari, General Manager di Webuild, ha lanciato l’allarme rispetto alla crescente debolezza dei mercati finanziari europei, a partire da quello italiano, ma ha anche indicato come il sistema Italia negli ultimi anni si stia muovendo per adottare le soluzioni migliori per garantire la stabilità del business in Italia. E ha ricordato, come sottolineava Guido Carli, che il mercato dei capitali è uno strumento fondamentale per la politica economica e per il perseguimento di obiettivi di crescita e stabilità nel lungo termine.

«Tra il 2002 e il 2021 – ha spiegato Massimo Ferrari – sull’Euronext Milan si sono quotate 185 società, mentre sono state ben 268 quelle che hanno deciso di uscire dalla borsa. La crescita delle quotazioni su Euronext Growth Milan non riesce a compensare il saldo negativo del mercato principale. Piazza Affari negli ultimi 19 anni ha perso circa 180 miliardi di euro di capitalizzazione a causa del delisting, più che azzerando l’effetto positivo sul mercato dovuto all’incremento dei corsi azionari». Secondo Ferrari, sono necessari stimoli e un atteggiamento proattivo per facilitare la canalizzazione del risparmio anche su imprese italiane, garantendo efficienza dei mercati e trasparenza, con un rinnovato commitment delle Autorità di Vigilanza, anche per evitare che le imprese perdano colpi nella competizione internazionale.

«In Italia esiste una grande opportunità di investimento per il risparmio privato, caratterizzato da un basso livello di interesse per il mercato azionario e obbligazionario domestico. Da inizio millennio, le attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane sono cresciute di 2.200 miliardi di euro, raggiungendo circa 5.300 miliardi. Di questi, circa il 30% rimane in valuta o depositi, mentre solo il 16% è destinato ad investimenti su azioni quotate e fondi comuni di investimento, e solo il 2,5% dei fondi comuni di investimento è stato investito nei titoli delle società italiane non finanziarie».

L’apertura del legislatore italiano ad istituti come la maggiorazione del diritto di voto (che permette, nelle società quotate, di esprimere fino a due voti per una sola azione) si inserisce nel dibattito acceso sull’importanza di assetti azionari stabili, nell’ambito di una evoluzione del modello di public company che limiti gli effetti degli interventi a breve termine. In questo contesto Webuild, ha ritenuto di avvalersi di tale strumento al fine di realizzare una serie di obiettivi ed utilità importanti.

Secondo Ferrari, per un Gruppo impegnato nella realizzazione di progetti di lungo periodo e quindi centrato sulla stabilità e sulla programmazione a lungo termine, le cosiddette “loyalty shares” sono, da un lato, uno «strumento democratico» e, dall’altro, «un valido strumento di rafforzamento del controllo, a beneficio del rapporto tra l’azionariato stabile e i manager e a tutela della società medesima, a fronte di possibili scalate ostili».

Proprio questo assetto finanziario permette oggi al Gruppo di concentrarsi su quelle strategie di ampio respiro che lo vedono impegnato nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali in tutto il mondo, dal Grand Paris Express (la mega rete metropolitana parigina) all’alta velocità italiana, in un settore dove è necessario creare una stabilità di assetto proprietario e di controllo coerente con la natura del business “a ciclo lungo”.

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15/09/2022 - 13:35

Massimo Ferrari, Webuild: “necessario adottare subito tutte le iniziative utili per incentivare l’accesso al mercato dei capitali da parte delle imprese”

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