16 ottobre 2018
Pietro Salini, CEO di Webuild, chiede all'Italia una visione a lungo termine per le infrastrutture

NOTA STAMPA
Milano, 16 Ottobre 2018 –Pietro Salini, CEO di Salini Impregilo, ha dichiarato che l'Italia ha urgentemente bisogno di una visione a lungo termine per le infrastrutture, e per gli investimenti nel settore, per stimolare la crescita, creando occupazione.
Salini, parlando davanti all’assemblea annuale dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), ha sottolineato che investire in infrastrutture è l'espressione di come un paese vede sé stesso – per soddisfare i bisogni dei propri cittadini nel futuro.
“Parlare di infrastrutture significa parlare di Futuro,” ha dichiarato all'assemblea di Roma. “Dobbiamo far ripartire la macchina sistema paese con le risorse finanziarie che abbiamo”.
L'Italia ha urgentemente bisogno di una maggiore semplificazione e modernizzazione del quadro normativo del settore delle costruzioni, con maggiore chiarezza sui diritti e sulle garanzie di tutti coloro coinvolti nel settore, ma anche maggiore chiarezza sulle procedure burocratiche e sui ricorsi legali, ha poi aggiunto. In alcuni casi, infatti, ci sono purtroppo voluti oltre due decenni solo per ottenere i permessi necessari all’avvio dei lavori. “All’estero, facciamo in quattro”, ha aggiunto. “Manca visione e pianificazione.”
Gabriele Buia, Presidente dell’ANCE, ha specificato che questa inerzia burocratica ha bloccato lo sviluppo di troppi progetti, causando così la perdita di molti posti di lavoro, così come il potenziale degli stessi di promuovere maggiore crescita economica. Ci sono “trecento opere bloccate per ventisette miliardi segnalati su un sito aperto da ance per inserire info su opere bloccate grandi e piccole”, ha poi detto, specificando che il tempo tra proposta progettuale e esecuzione deve essere assolutamente ridotto.
Negli ultimi 10 anni, l’Italia ha avuto un notevole declino in termini di investimento infrastrutturale, quale conseguenza di questa inerzia, ovvero il 26% in meno, perdendo circa 11 miliardi di euro. Questo ha fatto sì che l’Italia divenisse tra i paesi europei con minori investimenti di capitale fisso, ovvero solo il 2% del proprio PIL, con una media europea che raggiunge il 2,7%. Così l’occupazione si riduce drasticamente. Molti paesi europei investono molto di più, infatti. E’ il caso della Francia, con il suo 3,4%. Dal 2008, il settore ha inoltre perso più di 600.000 posti di lavoro, con 120.000 società in bancarotta, secondo l’ANCE.
Questo ha infatti portato all’espansione all’estero di Salini Impregilo perché “i nostri competitor fanno il sessanta percento su mercato interno, noi facciamo il 7 percento”.