Intervista a Pietro Salini
«Grandi opere, alleanza strategica tra Stato e imprese per crescere»
«Abbiamo vissuto la stagione di investimenti più intensa in Italia degli ultimi anni: nel 2018 gli investimenti pubblici erano al 2,1% del Pil, nel 2023 siamo risaliti al 3,2%, anche grazie al Pnrr. Sarebbe un peccato se questo slancio si esaurisse». Webuild ha rappresentato uno snodo centrale di questa stagione. Il ceo Pietro Salini, che ha guidato la trasformazione e la crescita del gruppo dal 2012, guarda avanti con ottimismo – venerdì Webuild ha pubblicato il documento di offerta dell’Opa su Trevi – e propone una forte alleanza tra governo e industria e un’adeguata pianificazione degli investimenti in infrastrutture, affinché la spinta del Pnrr diventi strutturale.
Partiamo da Trevi. Qual è la logica dell’operazione?
«La nostra è una proposta industriale coerente con il percorso seguito fin qui, aggregando competenze italiane per costruire un campione internazionale. Nelle grandi opere la dimensione conta, ma ancora di più contano le competenze, che sono rare. Trevi ha competenze specialistiche e un management che ha dimostrato di saper risanare e far crescere l’azienda e oggi con Webuild si trova davanti ad un’opzione per continuare a crescere su una scala più ampia, mantenendo la propria identità, per affrontare meglio le sfide globali».