22 aprile 2026
Webuild: inaugurato il Senqu Bridge in Lesotho
Infrastruttura a supporto di uno dei principali progetti per la transizione idrica del continente africano
Realizzato da Webuild alla guida di una joint venture, il Senqu Bridge è opera chiave del Lesotho Highlands Water Project, il più grande schema di trasferimento idrico in Africa, programma binazionale tra Lesotho e Sudafrica
Lungo 825 metri e con una campata centrale di 100 metri, è un ponte a struttura complessa, il primo nel suo genere realizzato nel Regno, costruito in un contesto ambientale e climatico estremamente sfidante
Il Senqu Bridge garantisce continuità al principale asse viario verso la capitale, evitando l’isolamento delle comunità montane che sarebbe stato generato dal futuro bacino idrico della diga di Polihali
Milano, 22 aprile 2026 – Nella valle scavata dal fiume Senqu, tra le montagne dell'altopiano nord-orientale del Lesotho, Webuild ha completato la sfida ingegneristica del . Inaugurata oggi, l’opera, lunga 825 metri, permette di superare l’ostacolo naturale dei Monti Drakensberg e il futuro bacino idrico della diga di Polihali, rappresentando una infrastruttura strategica per lo sviluppo della mobilità e la transizione idrica del Regno. Allo stesso tempo, il ponte garantirà continuità al principale asse viario verso la capitale Maseru e consentirà alle comunità montane di mantenere l’accesso ai servizi essenziali.
L’infrastruttura è stata realizzata dal Gruppo Webuild alla guida di una joint venture internazionale per conto della Lesotho Highlands Development Authority (LHDA) ed è uno elemento importante della seconda fase di sviluppo del Lesotho Highlands Water Project (LHWP), il programma binazionale tra Lesotho e Sudafrica lanciato nel 1986 per la valorizzazione delle risorse idriche degli altopiani del Lesotho e oggi considerato il più grande schema di trasferimento idrico del continente africano.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte Sua Maestà il Re Letsie III del Lesotho e il Presidente della Repubblica del Sudafrica Cyril Ramaphosa, a conferma del valore strategico dell’opera per entrambi i Paesi.
“Il Senqu Bridge è una risposta concreta a una sfida epocale”, ha commentato Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild. “Spesso dimentichiamo come sarebbe la nostra vita senza le grandi opere: sarebbe una vita di distanze incolmabili, di risorse inaccessibili e di opportunità negate. Con questo ponte, abbiamo superato un limite imposto dalla natura per garantire al Lesotho il suo futuro idrico ed energetico. Le grandi infrastrutture rappresentano in tutto il mondo abilitatori di sviluppo e un atto di cura verso il territorio: trasformano barriere geografiche in connessioni vitali, a beneficio del progresso economico e del benessere sociale”.
Il progetto è stato realizzato dalla joint venture guidata da Webuild e composta da imprese del Lesotho e del Sudafrica. Questa collaborazione internazionale ha consentito di affrontare condizioni operative e climatiche particolarmente complesse, tra venti improvvisi, neve e lavorazioni in alta quota, coniugando soluzioni ingegneristiche avanzate e valorizzazione delle competenze delle maestranze locali. Il cantiere ha richiesto scelte ingegneristiche mirate, come piattaforme di lavoro fino a 88 metri d’altezza, strade di accesso scolpite nella roccia e strutture temporanee adattate quotidianamente alle condizioni meteo. Fondamentali anche la formazione e le procedure operative e di sicurezza adattate alle specifiche condizioni del contesto di montagna.
Il Senqu Bridge è il primo ponte estradossato del Lesotho, una tipologia di struttura che combina elementi dei ponti strallati e dei ponti a travata. Questa soluzione progettuale è stata identificata per garantire elevata resistenza alle raffiche provenienti dai Monti Drakensberg e, insieme a un impalcato in calcestruzzo precompresso, permette di superare i limiti di un territorio che, fino all'avvio dei lavori, appariva difficilmente accessibile. Il ponte è composto da sedici campate continue che seguono il profilo della valle fino alla campata centrale di 100 metri, che sono state varate con tecniche studiate per superare le pendenze estreme e i vincoli all’accessibilità dei terreni. Le pile, con altezze variabili tra 15 e 90 metri, si adeguano alla profondità mutevole del fondovalle.
L’opera si sviluppa nell’area compresa tra i centri abitati di Oxbow e Mokhotlong, nel nord-est del Regno, ed è strategicamente legata alla futura diga di Polihali. Il bacino idrico previsto, avrebbe, infatti, reso impraticabili tratti rilevanti dell’asse stradale A1, isolando Mokhotlong e numerosi villaggi montani. Il Senqu Bridge risolve questa criticità, garantendo collegamenti continui e tutelando l’equilibrio socioeconomico delle comunità locali.
Quando il programma LHWP sarà completato, il Lesotho potrà beneficiare di nuova capacità energetica e di entrate derivanti dalla fornitura idrica al Sudafrica, mentre quest’ultimo potrà contare su un trasferimento idrico supplementare verso la regione industriale del Gauteng, contribuendo alla sicurezza idrica di una delle aree economicamente più rilevanti del Paese.
Webuild vanta una presenza storica nel Lesotho Highlands Water Project, a cui ha contribuito con la realizzazione di alcune delle principali infrastrutture, tra cui la diga di Katse, una delle più alte dighe ad arco in Africa, e la diga di Mohale, oltre a tunnel e opere idrauliche connesse. A livello globale, il Gruppo ha realizzato 1.023 km di ponti e viadotti in oltre 300 grandi opere stradali, autostradali e ferroviarie, tra cui il Ponte Genova San Giorgio, il Secondo Ponte sul Bosforo in Turchia e lo skytrain bridge della Sydney Metro Northwest.
Milestone Moments - Inaugurato il Senqu Bridge
Senqu Bridge, Lesotho