29 luglio 2026
Risultati al 30 giugno 2026
Webuild continua l’espansione dei margini, con ricavi ai livelli record del 2025 e Cassa Netta positiva per l’ottavo semestre consecutivo
Guidance 2026: ricavi superiori a €13,6 miliardi, margini in ulteriore miglioramento con Ebitda superiore a €1,2 miliardi e una Cassa Netta superiore a €300 milioni
Presentazione del Piano Industriale 2026-2029 a fine settembre
Lancio di un’Offerta Pubblica d’Acquisto (OPA) su Trevi: il know-how italiano di Trevi cresce sulla piattaforma globale di Webuild
- RICAVI A €6,7 MILIARDI, AI LIVELLI RECORD DEL 2025; OLTRE IL 60% DEI RICAVI GENERATI ALL’ESTERO
- EBITDA A €673 MILIONI (+13,6% VS. IL PRIMO SEMESTRE 2025)
- EBIT A €464 MILIONI (+15,0% VS. IL PRIMO SEMESTRE 2025)
- EBITDA ED EBIT MARGIN IN MIGLIORAMENTO: RISPETTIVAMENTE AL 10,1% (8,9% NEL PRIMO SEMESTRE 2025) E 7,0% (6,1% NEL PRIMO SEMESTRE 2025)
- POSIZIONE DI CASSA NETTA A €110 MILIONI, POSITIVA PER L'OTTAVO SEMESTRE CONSECUTIVO
- LEVA FINANZIARIA A 2,67X
- PORTAFOGLIO ORDINI A €53,7 MILIARDI, CHE GARANTISCE AMPIA VISIBILITÀ PER I PROSSIMI ANNI
- €7,7 MILIARDI DI NUOVI ORDINI DA INIZIO ANNO
- OLTRE €19,6 MILIARDI DI GARE PRESENTATE IN ATTESA DI AGGIUDICAZIONE
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Pietro Salini, Amministratore Delegato: “Il primo semestre si chiude con risultati che confermano la resilienza del nostro modello industriale. Abbiamo mantenuto la produzione sui livelli record del 2025 e migliorato sensibilmente la marginalità grazie all'ampiezza e alla diversificazione del portafoglio ordini, al business mix e a una rigorosa disciplina sui costi. Abbiamo proseguito negli investimenti nelle nostre iniziative strategiche, che continuano a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo. In particolare, l'innovazione tecnologica è una leva chiave che stiamo integrando sempre più nei processi produttivi e che rappresenterà un fattore trasformativo. Continuiamo a investire nelle competenze delle nostre persone, asset sempre più determinante. Il contesto è favorevole: la domanda di infrastrutture è sostenuta da programmi pubblici pluriennali proprio nei mercati in cui siamo più forti. In questo scenario, l'offerta pubblica di acquisto su Trevi rappresenta un importante investimento sulle competenze: con l'integrazione verticale portiamo all'interno del Gruppo specialità critiche e ad alto valore aggiunto, che accrescono la nostra competitività. È così che intendiamo la crescita dei prossimi anni: più selettiva, più integrata e sempre più orientata alla generazione di cassa”
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Milano, 29 luglio 2026 – Il Consiglio di Amministrazione di Webuild (Euronext Milan: WBD) ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026 nonché esaminato i “Dati Consolidati Adjusted2”, al fine di comparare l’andamento gestionale su base omogenea.
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DATI ECONOMICI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2026
I Ricavi del primo semestre 2026 raggiungono €6.650 milioni e risultano in linea con il corrispondente periodo dell'esercizio precedente (€6.643 milioni)
Il mantenimento dei volumi produttivi sui livelli particolarmente elevati registrati nel 2025, nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da persistenti fattori di incertezza, conferma la resilienza del modello operativo e la capacità di esecuzione delle commesse in corso.
La produzione del primo semestre 2026 è trainata dai principali progetti in Italia (tra cui AV/AC ferroviaria Milano-Genova, Verona-Padova, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari e al Nuovo itinerario Palermo-Catania-Messina) e in Australia (Snowy Hydro 2.0, SSTOM Sydney Metro, North East Link Project e Perth New Woman & Babies Hospital).
Anche per il primo semestre 2026, oltre il 90% dei ricavi proviene da mercati a basso profilo di rischio, a ulteriore conferma della strategia di de-risking e del rafforzamento della leadership del Gruppo nei paesi core.
L’EBITDA si attesta a €673 milioni, in aumento di €81 milioni (pari al 13,6%) rispetto al primo semestre 2025, con EBITDA margin in netto miglioramento al 10,1% (8,9% nel primo semestre 2025). L’EBIT adjusted2 del primo semestre 2026 raggiunge €464 milioni (EBIT margin2 del 7,0%), con un forte incremento rispetto al primo semestre 2025 pari a €60 milioni (pari al 15,0%).
I risultati conseguiti nel primo semestre 2026 segnano un avvio d’anno molto positivo per il Gruppo, con performance operative solide che confermano l’efficacia delle soluzioni contrattuali e operative adottate per il contenimento dei rischi e l’ottimizzazione dei costi, nonché la qualità del portafoglio ordini.
La gestione finanziaria netta evidenzia oneri netti per circa €148 milioni (€165 milioni nel primo semestre 2025) e comprende:
- oneri finanziari per €229 milioni (€136 milioni nel primo semestre 2025), parzialmente compensati da proventi finanziari per €49 milioni (€61 milioni nel primo semestre 2025);
- risultato della gestione valutaria positivo per €32 milioni (negativo per €90 milioni nel primo semestre 2025).
Gli oneri finanziari registrano un incremento di €93 milioni, dovuto principalmente a: (i) la rinuncia agli interessi verso clienti nell'ambito di accordi volti alla definizione di alcune pendenze e all'accelerazione degli incassi dei corrispettivi, nonché (ii) la svalutazione di taluni crediti finanziari. I proventi finanziari diminuiscono di €11 milioni, principalmente a seguito della riduzione dei depositi fruttiferi presso gli istituti di credito, impiegati per finanziare gli investimenti programmati e sostenere le attività industriali nel primo semestre 2026.
La gestione valutaria beneficia dall’andamento del dollaro statunitense, del dollaro australiano e del peso colombiano nei confronti dell’euro.
La gestione delle partecipazioni netta ha contribuito con un risultato negativo di €102 milioni (negativo per €29 milioni nel primo semestre 2025) che accoglie gli effetti economici relativi ad alcune iniziative in Nord America e Australia che non presenteranno ulteriori profili di rischio significativi per il Gruppo.
Il risultato prima delle imposteadjusted2 si attesta a €213 milioni, risultando quindi stabile rispetto al primo semestre 2025 (€209 milioni).
Le imposte sul reddito adjusted2 ammontano a €87 milioni (€88 milioni nel primo semestre 2025).
Il risultato delle attività continuative adjusted2 è pari a €127 milioni (€121 milioni nel primo semestre 2025).
Il risultato netto delle attività operative cessate evidenzia un utile per €1 milione (perdita di €9 milioni nel primo semestre 2025) ed è riferito alle divisioni estere ex Astaldi che non rispondono alle strategie di pianificazione commerciale e industriale del Gruppo.
Il risultato netto attribuibile alle interessenze di terzi evidenzia un utile di €15 milioni, rispetto a una perdita di €20 milioni registrata nel primo semestre 2025.
Le dinamiche sopra esposte determinano un utile netto attribuibile ai soci della controllante adjusted2 di €113 milioni (€132 milioni nel primo semestre 2025).
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DATI FINANZIARI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2026
Al 30 giugno 2026 il Gruppo presenta una Posizione Finanziaria Netta positiva per €110 milioni (€363 milioni al 31 dicembre 2025).La variazione rispetto al 31 dicembre 2025 riflette la dinamica tipica del ciclo relativo alla certificazione dei lavori e dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, maggiormente concentrati nella seconda metà dell’esercizio.
L’indebitamento finanziario lordo è pari a €3.327 milioni (€3.068 milioni al 31 dicembre 2025), con un rapporto Indebitamento lordo/EBITDA1 pari a 2,67x - in linea rispetto al 31 dicembre 2025 (2,64x).
Nel mese di maggio la Capogruppo ha completato con successo un'operazione di liability management, che ha previsto l'emissione di un nuovo bond senior da €500 milioni, con scadenza nel 2032 e cedola del 4,5%, nonché il contestuale riacquisto, tramite tender offer, di circa la metà delle obbligazioni in scadenza nel 2027, per un importo complessivo di circa €121 milioni. È stato inoltre rimborsato anticipatamente il Sustainability-Linked Bond, per circa €76 milioni.
L'emissione delle nuove obbligazioni consente a Webuild di accelerare il processo di ottimizzazione delle scadenze del debito corporate, estendendone in misura significativa la durata media e portando oltre il 90% delle stesse a partire da settembre 2028.
Contestualmente, il Gruppo riporta un totale di disponibilità liquide per €2.364 milioni.
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PORTAFOGLIO ORDINI E PRINCIPALI NUOVI ORDINI NEL 2026
Nel primo semestre del 2026, il portafoglio ordini totale risulta pari a €53,7 miliardi, di cui €46,6 miliardi relativi a construction e €7,2 miliardi riferiti a concessions e operation & maintenance. Il backlog construction si conferma tra i più alti rispetto ai principali peers europei nel segmento construction.
Oltre il 95% del backlog construction del Gruppo è relativo a progetti legati all’avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. In termini di geografie il portafoglio ordini risulta prevalentemente distribuito tra Italia, Europa, Stati Uniti, Australia e Arabia Saudita - principalmente in segmenti legati alla mobilità sostenibile quali l’alta velocità, il settore ferroviario e il settore stradale - portando i progetti in queste geografie a circa il 90% del backlog construction.
Di seguito la ripartizione geografica e per aree di business del backlog construction:
Il totale dei nuovi ordini acquisiti da inizio anno, comprensivo di variation orders, ammonta a €7,7 miliardi di cui oltre il 95% è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. Sono compresi €0,8 miliardi di gare in cui Webuild è risultata come miglior offerente. Di seguito la ripartizione geografica dei nuovi ordini:
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PIPELINE COMMERCIALE
La pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a €108,3 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per €19,6 miliardi e gare in fase di preparazione per €14,2 miliardi.
Il Gruppo continua a monitorare attentamente le opportunità su mercati strategici come Europa, Australia, Nord America e Medio Oriente, dove gode di un forte posizionamento competitivo.
Il contesto internazionale offre significative opportunità di crescita per il settore infrastrutturale. In Europa, i programmi di rinnovo delle infrastrutture, la modernizzazione delle reti ferroviarie e le politiche NATO alimentano una domanda sostenuta di investimenti strategici. In Italia, il mercato resta solido, grazie a programmi nazionali ed europei dedicati ai trasporti e crescenti investimenti in strutture ospedaliere. In Nord America, gli investimenti rimangono sostenuti da ampi programmi di investimenti pubblici e PPP per il rinnovo delle reti dei trasporti e l’ammodernamento delle infrastrutture nel segmento water. L’Australia offre significative opportunità legate alla transizione energetica e al segmento dei trasporti, tra cui strade, porti e aeroporti. In Arabia Saudita, allo sviluppo di un sistema urbano integrato con strade, ferrovie e metropolitane all’avanguardia si accompagnano investimenti in infrastrutture per la connettività, tra cui aeroporti, e infrastrutture sociali come gli stadi.
Oltre ai suoi mercati principali, Webuild monitora attentamente altre aree geografiche dove può sfruttare l'esperienza locale e le competenze tecniche acquisite negli ultimi anni per raggiungere un adeguato bilanciamento tra rischio e rendimento.
Di seguito la ripartizione per categoria e area geografica della pipeline commerciale di breve termine:

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EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Webuild, alla luce dei risultati del primo semestre, dell'ampiezza e della qualità del portafoglio ordini e della visibilità che quest'ultimo garantisce, ha definito per l'esercizio 2026 i seguenti obiettivi economico-finanziari:
- Ricavi superiori a €13,6 miliardi (€13,6 miliardi nel 2025);
- EBITDA superiore a €1,2 miliardi (€1,16 miliardi nel 2025), con marginalità in ulteriore espansione;
- Posizione finanziaria netta positiva (cassa netta) superiore a €300 milioni a fine esercizio (€363 milioni nel 2025).
La guidance sconta già integralmente gli effetti della cancellazione dei progetti Neom in Arabia Saudita, pienamente assorbiti dall'ampiezza e dalla diversificazione del backlog. Inoltre, la guidance è formulata assumendo che non intervengano variazioni sostanziali dello scenario geopolitico, dinamiche estreme nei costi delle materie prime o significative interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
Il Gruppo sta lavorando alla definizione del Piano Industriale 2026–2029, che sarà presentato alla comunità finanziaria a fine settembre. Coerentemente con le direttrici del Piano, in data odierna Webuild ha deliberato la promozione di un'offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Trevi: un'operazione che si inserisce nella strategia volta a incrementare la competitività acquisendo competenze critiche ad alto valore aggiunto. I termini dell'Offerta sono illustrati nel comunicato stampa diffuso in pari data ai sensi dell'art. 102 del TUF; il razionale industriale e le sinergie attese dell'operazione sono descritti in un ulteriore comunicato stampa di pari data. La guidance 2026 è formulata su base standalone e non include gli effetti dell'offerta.
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Massimo Ferrari, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dichiara, ai sensi del comma 2 dell’art. 154-bis del TUF, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde allo stato delle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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I risultati del Gruppo relativi al primo semestre 2026 saranno presentati alla comunità finanziaria il 30 luglio 2026 nel corso di una conference call alle ore 09.00 CET.
Per informazioni rivolgersi ai contatti in calce al presente comunicato.
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Disclaimer
Questo comunicato stampa contiene dichiarazioni previsionali ("forward-looking statements"). Queste dichiarazioni sono basate sulle attuali aspettative e proiezioni del Gruppo relativamente ad eventi futuri e, per loro natura, sono soggette ad una componente intrinseca di rischiosità e di incertezza. Sono dichiarazioni che si riferiscono ad eventi e dipendono da circostanze che possono, o non possono, accadere o verificarsi in futuro e, come tali, non si deve fare un indebito affidamento su di esse. I risultati effettivi potranno differire in misura anche significativa rispetto a quelli annunciati in relazione a una molteplicità di fattori, tra cui: la volatilità e il deterioramento dei mercati del capitale e finanziari, variazioni nei prezzi delle materie prime, cambiamenti nelle condizioni macroeconomiche e nella crescita economica ed altre variazioni nelle condizioni di business, di natura atmosferica, per inondazioni, terremoti o altri disastri naturali, mutamenti della normativa e del contesto istituzionale (sia in Italia che all’estero), difficoltà nella produzione, inclusi i vincoli nell’utilizzo degli impianti e nelle forniture e molti altri rischi e incertezze, la maggioranza dei quali è al di fuori del controllo del Gruppo.
Indebitamento Lordo al 30 giugno 2026/EBITDA relativo agli ultimi 12 mesi (periodo 30 Giugno 2025 – 30 Giugno 2026)
I dati economici riportati sono dati adjusted; per un dettaglio si rimanda alla tabella allegata al comunicato
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Risultati al 30 giugno 2026